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MA LE PROTEINE FANNO MALE ?

Le proteine sono la causa di tutti i mali !

Ovviamente sto scherzando , però questa cosa qua è diventata un po’ un’idea comune negli ultimi anni. Non si fa altro che sentire persone, ma anche esperti, mettere le proteine al centro di tutti i nostri problemi, dimenticandosi in realtà che ci sono tante cose che sono cambiate nelle nostre abitudini alimentari che hanno un peso molto più importante nella genesi di tante malattie, rispetto alle proteine, a partire ahimé dagli zuccheri e dai cereali raffinati, di cui ci siamo riempiti la pancia per anni.

Cominciato con il dire che il corpo non le produce quindi se non vogliamo creare delle carenze con i rischi che ne derivano dobbiamo assumerli in quantità equilibrata.

Sulle proteine dal mio punto di vista c’è molta confusione; intanto c’è una confusione che riguarda a cosa servono le proteine perché sembra che servano soltanto a intasare i reni, ma in realtà le  proteine hanno delle funzioni molto  importanti, che sono a livello proprio funzionale (quindi per esempio dare vita a enzimi, a una lunga lista di ormoni e altre sostanze che hanno un ruolo appunto funzionale all’interno del nostro corpo) e poi hanno una importantissima funzione strutturale.

Mi viene da dire che sostanzialmente noi siamo fatti di proteine, se adesso siamo qui a leggere questo articolo  è perché ho delle proteine corporee che lo permettono, a partire dalle proteine che creano quella struttura elastica ma solida che permette alla pelle di stare attaccata al resto del corpo.

Dunque non sottovalutiamo l’importanza delle proteine perché si chiamano proteine per un motivo molto semplice, dal greco “di primaria importanza”.

Ora, appurato questo, cominciamo a guardare un pochino dove si trovano queste proteine, perché anche qui esiste molta confusione. Le proteine come sostanze sono ovviamente distribuite in un’altra categoria di alimenti, certamente gli alimenti di origine animale, ma anche gli alimenti di origine vegetale, sicuramente. Questo perché? Proprio perché sono di primaria importanza sono distribuite ampiamente in natura.

Però ci sono delle differenze tra le proteine animali e le proteine vegetali, differenze che purtroppo in questi anni vengono molto sminuite e addirittura completamente annullate, ma ahimè la biochimica così è e le differenze rimangono.

Le differenze sono sostanzialmente a livello della completezza della catena di aminoacidi che forma le proteine. Nelle proteine vegetali ci sono meno aminoacidi e quindi la completezza non è assoluta. Significa che non funzionano per nulla? No, significa che hanno valore biologico più basso rispetto alle proteine di origine animale.

Quando pensiamo ad alimenti di origine animale pensiamo a una combinazione di proteine-grassi quando pensiamo ad alimenti di origine vegetale, per esempio i legumi, abbiamo una combinazione di proteine-carboidrati.

Dunque non è esattamente la stessa cosa, perché se io dovessi decidere di prendere tutte le proteine di cui ho bisogno dai cibi di origine vegetale aumenterei moltissimo l’apporto di carboidrati nella mia nella dieta.

Cosa che non è sempre ovviamente positiva.

Un’altra cosa che è importante e che fa parte dei miti che si sentono attorno alle proteine è che invecchiando bisogna mangiarne sempre meno e che sono pericolosissime per i reni. Ora questo è un tema tipico in un certo approccio alla medicina, cioè il ragionamento è questo “siccome le proteine devono essere ridotte in un paziente che ha una patologia renale, vuol dire che le proteine fanno venire la patologia renale “. In realtà questa deduzione non ha nessun senso e non ha nessun fondamento scientifico. Le malattie renali vengono per altre ragioni e siccome il rene non funziona bene le proteine vanno ridotte, ma non sono la causa della patologia renale, tant’è che in termini percentuali la patologia renale è molto frequente nei soggetti diabetici a causa dei danni prodotti dallo zucchero invece sui reni.

Dunque non prendiamo questi ragionamenti come ragionamenti scientifici, sono delle deduzioni fondamentalmente prive di una struttura scientifica.

La stessa cosa vale per l’idea che invecchiando abbiamo bisogno di meno proteine. È il contrario; invecchiando abbiamo bisogno di meno energia tendenzialmente, quindi semmai meno carboidrati, ma abbiamo bisogno di un po’ più di proteine perché abbiamo più necessità di riparare tessuti e di contrastare quel processo di catabolismo muscolare che caratterizza poi in fase più avanzata della nostra vita la sarcopenia e la sindrome della fragilità dell’anziano.

Molte associazioni scientifiche infatti raccomandano che se nel soggetto diciamo mediamente attivo si può stare attorno a 1 grammo di proteine per kg corporeo e nel soggetto sportivo fino a 1.30, nel soggetto sopra i 60 anni bisognerebbe collocarsi attorno a un 1.20. Ovviamente in questa quota vanno incluse tutte le proteine, quelle che si prendono da una quantità corretta di cibi di origine animale sani e quelle che si prendono dalla quantità corretta di cibi di origine vegetale.

Un modo super semplice per orientarsi è quello di usare il famoso piatto unico, dove prima di tutto c’è una componente molto alta di verdura che è fondamentale, poi c’è una porzione ristretta, ma presente, di cereali di tipo integrale e poi c’è sempre una piccola porzione di proteine a rotazione tra proteine di origine vegetale e animale per chi ne mangia.

È abbastanza semplice se stiamo lontano da grandi discussioni che purtroppo oggi sono molto di moda, ma andando ad analizzarle nella loro essenza non hanno granché di scientifico.

Giusi Barberi Persone Coach del Benessere

Fonte autorevole articolo dott. Filippo Ongaro.

 

 

 

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